VERGINITÀ O castrazione mentale OPPURE
castità spirituale o FORSE astinenza forzata? Che cosa è davvero la verginità? le sue origini e tradizioni culturali in questo album
LA VERGINITÀ, UNA MERCE SCARSA
Catarina Migliorini, Brasiliana mette in vendita la sua verginità e ne ricava 600 mila euro: "È solo un lavoro - ha replicato seccata la ragazza ai giornali brasiliani - in questo modo riesco a viaggiare, a girare un film e a guadagnare denaro. E poi se lo si fa una sola volta nella vita non divento mica una prostituta". Più sfortunato, invece, un ragazzo russo di 21 anni che contemporaneamente a Catarina, aveva deciso di vendere anche lui la sua illibatezza, ottenendo però appena 3 mila dollari da una signora brasiliana. Dalle loro storie verrà prodotto un documentario che frutterà ancora soldi ai due.
VERGINITÀ E GIOCO DI POTERE
La politica ha a che fare con le relazioni di potere in ogni aspetto della nostra vita, pubblica o privata che sia. Tutto è politica, anche i rapporti sessuali consumati nelle camere da letto: se ci sono due persone in una camera, questa è una relazione di potere perchè quasi sempre ci sono i ruoli si dominio e sudditanza. I libri sacri parlano di guerra, di relazioni di genere, di denaro, di classi sociali, di razze e di tutte le altre cose che fanno parte della nostra vita materiale e morale. La politica è un gioco basato sull’inganno. In quanto ideologia politica, anche la religione è un gioco. Soltanto la relazione tra persone libere sfugge a questi controlli. La verginità vista come timbro di purezza, garanzia d'innocenza e frutto prezioso da donare è stata spesso un arma psicologica di dominio degli uomini nei confronti delle donne.
VERGINITÀ COME GARANZIA DI NON USATO
Nel potere del patriarcalismo la donna era oggetto, quindi merce, la verginità il mezzo di garanzia di oggetto non usato. Se pensate che la donna era tenuta alla verginità fino al matrimonio in segno di onesta e rettitudine, mentre l'uomo no, quindi se l'uomo era vergine era un ebete, se la donna era vergine era una brava ragazza, se l'uomo era navigato era un don Giovanni (oggi playboy e figo) se lei non era vergine era una troia (persino rischiava la lapidazione, come avviene ancor oggi in alcune culture orientali). La verginità come la carta di un regalo non chiuso (di fatto l'imene vaginale è come un velo) era segno di integrità, di dono totale, quindi l'uomo si prendeva una donna tutta sua, il che garantiva prova di originalità e autenticità. Questo però rendeva le donne "oggetto" appunto valutate per il non usato, senza contare con ciò che veramente è importate: se era vergine il cuore, la mente e i sentimenti.
VERGINITÀ, MANIA MASCHILISTA
La verginità fu imposta alla donna dalla mentalità PATRIARCALE per assicurarsi il primato della progenie, l'uomo voleva figli soltanto suoi (anche questa è la radice della monogamia), la donna era una proprietà come la progenie. La donna in quanto oggetto non era degna di attenzione nè di piacere se era un oggetto già usato!!! In ogni religione le donne sono state oppresse – da sempre Dio appartiene al genere maschile. Come ogni altra ideologia politica, il femminismo è un gioco.
VERGINITÀ, VALORE MEDIOEVALE
Per la donna la verginità aveva un significato di dignità morale, ma l'uomo era ben contento di infrangere questa dignità ... non vedono l'ora di trovare vergini, sono come trofei da caccia scarsi, per l'orgoglio dell'uomo è importante essere il primo, quando in realtà per la donna quello che conta alla fine è chi sarà quello che resta nel suo cuore... in alcune culture non è più neppure un valore, in molti ospedali degli stati uniti appena nasce una bambina le infrangono l'imene, poi oggi i giovani incominciano ad avere rapporti sessuali molto presto, non si ha più l'obbligo della verginità come francobollo per il matrimonio (tranne in alcuni paesi del mondo arabe oppure di sette cristiane), ecco perché nel boom del sesso facile usa e getta, la verginità molti la vedono come un valore medioevale che si perde nel tempo, come un abitudine ormai poco di moda.
VERGINITÀ E\O ASTINENZA FORZATA, CINTURE DI CASTITÀ
Per continuare a garantirsi il primato e l'autenticità dei figli, nell'assenza del maschio la donna nell'antichità e nel medioevo veniva incastrata (castrare è talvolta sinonimo di castità) con le classiche cinture di castità forzata; ma il medioevo è lontano soltanto nel tempo, non nelle intenzioni, perché ultima trovata dal mondo della tecnologia proviene e viene realizzata nel campo dell’intimo femminile, una ditta infatti ha creato.. pensate.. una lingerie dotata di sistema GPS incorporato che garantisce la localizzazione del portatore della lingerie, in altre parole una vera e propria cintura di castità high tech. E' questa la dimostrazione maniacale del controllo da parte del maschio che ritiene la donna una cosa oggetto e proprietà.
VERGINITÀ FISICA NON E' SINONIMO DI PUREZZA
La purezza non è una questione di fisico ma di anima mente e cuore, perchè una donna può essere infedele col cuore col pensiero con la coscienza, può avere figli soltanto tuoi ma non amarti, può avere la cintura di castità nella vagina ma il suo pensiero e il suo cuore può essere libero altrove nel cuore di un altro uomo. Una prostituta, dentro la cui vagina sono passati centinaia di uomini, potrebbe avere un cuore intatto e puro perchè non ha mai amato nessuno (Strano vero? eppure ci sono tante puttane vergini!). La vera verginità non si perde anzi è un valore che si conquista col tempo.
L'INGANNO DELL'IMENE
L‘imene è una sottile membrana posta all'imboccatura della vagina che, durante l’infanzia e l’adolescenza, la protegge fungendo da barriera contro le infezioni. Di solito durante la pubertà l’imene si perfora parzialmente per consentire il passaggio del sangue mestruale. In alcune culture, l‘imene è un simbolo che ha causato non pochi traumi a molte donne. Secondo queste culture l’integrità dell’imene è prova di verginità, ma oggi sappiamo che questo è falso: Con l’avvento dell’adolescenza, la vagina sviluppa una propria auto difesa e l’imene perde la sua utilità. Ecco alcuni casi del tutto diversi e normali:
1. Donne che hanno fatto sesso e rimangono con l'imene: Un imene molto elastico può anche essere attraversato dal pene senza che si produca alcuna lacerazione ne perdita di sangue.
2. Donne che non hanno fatto mai sesso e hanno perso l'imene: un imene fine e leggero può rompersi accidentalmente con sport quali l’equitazione, la danza o sport cruenti oppure andando in bicicletta per cui la sua assenza non dimostra che la donna non è vergine.
3. Sono stati riscontrati casi di donne in gravidanza con l’imene intatto. Quindi, nemmeno i medici possono determinare con certezza se una donna ha avuto rapporti sessuali o se si sia rotto per altri motivi.
4. Oggi ben sappiamo clinicamente che l'Imene può essere molto fine (da perderlo con dei movimenti bruschi) in alcune donne in altre molto grosso, in altre inesistente, in altre è così disteso e duro da coprire tutta la cavità ed impedisce persino il flusso del ciclo per cui deve essere tolto chirurgicamente. Ne abbiamo parlato più approfonditamente nel album apposito.
VERGINITÀ E TABÙ ANCESTRALE
La consuetudine dell "ius primae noctis", nel periodo medievale indicava il diritto di un signore feudale di trascorrere, in occasione del matrimonio di un proprio servo della gleba, la prima notte di nozze con la sposa. Secondo alcuni antropologi, questo diritto può essere considerato la degenerazione di un rituale arcaico. La verginità era collegata a un tabù molto forte, che poteva essere rimosso solamente da un personaggio potente.
CONTROLLO DI VERGINITÀ
Da quanto detto nel post 9 l‘imene è stato dunque considerato da sempre come l‘indicatore del fatto che una donna avesse avuto o meno rapporti sessuali ma oggi sappiamo che questo è falso. Allo stato attuale, non è più considerata né un valore né una garanzia di purezza, tranne che nei paesi musulmani e tra alcuni gruppi etnici, come i Rom ed alcuni popoli africani ed aborigeni, in cui questo mito è profondamente radicato.
LA PRIMA VOLTA NEL SESSO
Noi siamo romanticoni ed idealisti per natura in questioni di amore, vorremmo proiettare in futuro le emozioni quindi speriamo che la prima volta duri per sempre, ecco perchè vorremmo donarci solo una volta, ma proprio perchè immaturi non capiamo che la prima volta in tutto è solo un inizio e quando si ha poca esperienza è normale che col tempo si capisca che la prima volta forse non è la migliore in assoluto. Per gli adolescenti maschi può essere vissuta come una necessità obbligatoria di iniziazione, che può quindi prescindere da un coinvolgimento affettivo ed emotivo con la partner. Il brano di amici spesso li spingi a fare gli adulti, a raccontare le prime esperienze il che li condiziona molto all'avventura cieca. Per le adolescenti invece il primo rapporto sessuale è profondamente desiderato dentro un contesto di devozione romantica ed amorosa, perché la donna ha più bisogno della certezza per darsi.
VERGINITÀ E DOLORE ?
Sfatiamo un altro mito: se l'imene è poco elastico e resistente produce dolore (ma questi casi sono minimi in percentuale), ma nel resto dei casi il più delle donne non se ne accorge nemmeno. Allora perchè il terrore? Ciò che riguarda il dolore, non è la rottura dell'imene in sé ciò che causa il dolore, la rottura dell’imene può, al più, dare un piccolo fastidio transitorio, non è un muscolo per causare uno strappo lacerante, è una sottile pellicola. Più frequentemente il dolore nasce da una tensione che si manifesta quando l’esperienza non è davvero desiderata, quando è vissuta con sensi di colpa, quando è temuta una gravidanza e quando vi è un disagio nei confronti del proprio corpo; se i muscoli della vagina sono troppo tesi, anche in una donna non vergine (come quelle che stuprano ad esempio) il dolore è atroce, ma non per la verginità. In questi casi la tensione si ripercuote sul rilassamento della muscolatura vaginale (in particolare dell’ingresso della vagina) e sul livello di eccitazione (con conseguente mancanza di lubrificazione) che potranno essere i responsabili del dolore.
VERGINITÀ... CHI E' MAI STATO UN MAESTRO LA PRIMA VOLTA?
Occorre sviluppare la confidenza con il proprio corpo, conoscerlo a poco a poco, scoprire quali sono i punti più sensibili, i gesti ed i movimenti preferiti. E, soprattutto, senza paure e timori. il nostro corpo ha un infinità di secreti, di punti nascosti di piacere ed eccitazione e riuscirci ad scoprirli tutti durante la “prima volta” è un po’ difficile. Dunque non pensare mai che tutti i rapporti sessuali saranno come quello della prima volta, anzi quello sarà soltanto un gradino di crescita, gli altri tutti da scoprire.
VERGINITÀ E GRAVIDANZA
Chi non si sente pronto per sperimentarlo è bene quindi che non si forzi, né si lasci forzare. Dalla qualità di quella prima esperienza molto dipendono infatti, spesso per molto tempo, anche le successive. La tempesta emozionale che le si può associare porta sovente anche a trascurare la messa in atto di pratiche contraccettive e di protezione verso le malattie sessualmente trasmesse. Disporsi al primo rapporto sessuale implica anche la necessità di essere consapevoli degli eventuali rischi e porre in essere misure idonee ad evitarli. La “prima volta” è quindi un’esperienza che non deve prescindere dal contatto pieno con le proprie emozioni, i propri tempi, la propria disponibilità, il proprio desiderio e anche da qualcosa di più prosaico, ma molto utile: il preservativo, dobbiamo sfatare quella leggenda metropolita assurda che dice "non si rimane incinta quando si è vergine" ... è totalmente falso, se la vergine è in un periodo fertile rimane incinta lo stesso.
VERGINITÀ E SOLITUDINE
Oggi i giovani iniziano troppo presto la loro attività sessuale, anche se iniziano con giochi soft di accarezzamenti e masturbazioni mutue, ben presto passano ai rapporti veri e propri. La prospettiva del primo rapporto sessuale genera sempre una miscela di curiosità, preoccupazioni, incertezze e anche paure che possono contrassegnare il clima e la qualità dell’esperienza. Ciò è determinato da ragioni di ordine psicologico ed emozionale, ma anche dal contesto culturale nel quale il soggetto vive e dal credo religioso che egli segue. Questa esperienza tuttavia rappresenta un momento molto speciale nella vita di una persona e dovrebbe essere affrontata in modo sereno, partecipe, desiderato e seguendo i propri ritmi interni. Così come il divieto e quindi il sentimento di colpa che la sua trasgressione può generare, altrettanto negativa è la sensazione di obbligo nel quale si può inserire.
Il più grande problemi è che spesso i giovani si trovano soli in questo periodo, non si fidano dei genitori per raccontare queste sensazioni ed emozioni (temono di essere o giudicati o ripresi), si confidano di solito tra amici altrettanto giovani e quindi immaturi.
LA PRIMA VOLTA NEL SESSO
Noi siamo romanticoni ed idealisti per natura in questioni di amore, vorremmo proiettare in futuro le emozioni quindi speriamo che la prima volta duri per sempre, ecco perchè vorremmo donarci solo una volta, ma proprio perchè immaturi non capiamo che la prima volta in tutto è solo un inizio e quando si ha poca esperienza è normale che col tempo si capisca che la prima volta forse non è la migliore in assoluto. Per gli adolescenti maschi può essere vissuta come una necessità obbligatoria di iniziazione, che può quindi prescindere da un coinvolgimento affettivo ed emotivo con la partner. Il brano di amici spesso li spingi a fare gli adulti, a raccontare le prime esperienze il che li condiziona molto all'avventura cieca. Per le adolescenti invece il primo rapporto sessuale è profondamente desiderato dentro un contesto di devozione romantica ed amorosa, perché la donna ha più bisogno della certezza per darsi.
VERGINITÀ E DOLORE ?
Sfatiamo un altro mito: se l'imene è poco elastico e resistente produce dolore (ma questi casi sono minimi in percentuale), ma nel resto dei casi il più delle donne non se ne accorge nemmeno. Allora perchè il terrore? Ciò che riguarda il dolore, non è la rottura dell'imene in sé ciò che causa il dolore, la rottura dell’imene può, al più, dare un piccolo fastidio transitorio, non è un muscolo per causare uno strappo lacerante, è una sottile pellicola. Più frequentemente il dolore nasce da una tensione che si manifesta quando l’esperienza non è davvero desiderata, quando è vissuta con sensi di colpa, quando è temuta una gravidanza e quando vi è un disagio nei confronti del proprio corpo; se i muscoli della vagina sono troppo tesi, anche in una donna non vergine (come quelle che stuprano ad esempio) il dolore è atroce, ma non per la verginità. In questi casi la tensione si ripercuote sul rilassamento della muscolatura vaginale (in particolare dell’ingresso della vagina) e sul livello di eccitazione (con conseguente mancanza di lubrificazione) che potranno essere i responsabili del dolore.
VERGINITÀ... CHI E' MAI STATO UN MAESTRO LA PRIMA VOLTA?
Occorre sviluppare la confidenza con il proprio corpo, conoscerlo a poco a poco, scoprire quali sono i punti più sensibili, i gesti ed i movimenti preferiti. E, soprattutto, senza paure e timori. il nostro corpo ha un infinità di secreti, di punti nascosti di piacere ed eccitazione e riuscirci ad scoprirli tutti durante la “prima volta” è un po’ difficile. Dunque non pensare mai che tutti i rapporti sessuali saranno come quello della prima volta, anzi quello sarà soltanto un gradino di crescita, gli altri tutti da scoprire.
VERGINITÀ E GRAVIDANZA
Chi non si sente pronto per sperimentarlo è bene quindi che non si forzi, né si lasci forzare. Dalla qualità di quella prima esperienza molto dipendono infatti, spesso per molto tempo, anche le successive. La tempesta emozionale che le si può associare porta sovente anche a trascurare la messa in atto di pratiche contraccettive e di protezione verso le malattie sessualmente trasmesse. Disporsi al primo rapporto sessuale implica anche la necessità di essere consapevoli degli eventuali rischi e porre in essere misure idonee ad evitarli. La “prima volta” è quindi un’esperienza che non deve prescindere dal contatto pieno con le proprie emozioni, i propri tempi, la propria disponibilità, il proprio desiderio e anche da qualcosa di più prosaico, ma molto utile: il preservativo, dobbiamo sfatare quella leggenda metropolita assurda che dice "non si rimane incinta quando si è vergine" ... è totalmente falso, se la vergine è in un periodo fertile rimane incinta lo stesso.
VERGINITÀ E SOLITUDINE
Oggi i giovani iniziano troppo presto la loro attività sessuale, anche se iniziano con giochi soft di accarezzamenti e masturbazioni mutue, ben presto passano ai rapporti veri e propri. La prospettiva del primo rapporto sessuale genera sempre una miscela di curiosità, preoccupazioni, incertezze e anche paure che possono contrassegnare il clima e la qualità dell’esperienza. Ciò è determinato da ragioni di ordine psicologico ed emozionale, ma anche dal contesto culturale nel quale il soggetto vive e dal credo religioso che egli segue. Questa esperienza tuttavia rappresenta un momento molto speciale nella vita di una persona e dovrebbe essere affrontata in modo sereno, partecipe, desiderato e seguendo i propri ritmi interni. Così come il divieto e quindi il sentimento di colpa che la sua trasgressione può generare, altrettanto negativa è la sensazione di obbligo nel quale si può inserire.
Il più grande problemi è che spesso i giovani si trovano soli in questo periodo, non si fidano dei genitori per raccontare queste sensazioni ed emozioni (temono di essere o giudicati o ripresi), si confidano di solito tra amici altrettanto giovani e quindi immaturi.
IMENECTOMIA E VAGINISMO
La paura di rompere l’imene durante il primo rapporto sessuale o di provare un dolore assurdo può condurre la donna al vaginismo. Il vaginismo avviene quando vengono contratti involontariamente i muscoli del perineo, della vulva, dell’orifizio vaginale in modo tale da impedire la penetrazione o un semplice esame ginecologico. Per non incorrere nel vaginismo è fondamentale che ogni donna capisca dove è situato l’imene, qual’è il proprio tipo di imene (cribriforme, anulare, ecc…), e sapere che, essendo una membrana elastica, può essere divaricato con dolcezza, anche con le dita, prima di un rapporto fino ad allargarlo in modo tale da permettere la penetrazione. Infine gli imeni che non presentano fori e che necessitano di un intervento chirurgico (imenectomia) per essere aperti sono rarissimi.
UNA MENTALITÀ VERGINE CHIUSA RIGIDA E MORALISTA
Nella nostra cultura occidentale ha formare (o meglio deformare) l'dea che la verginità fosse sinonimo di purezza e quindi di conseguenza di sporco l'atto di donarsi nel sesso, è stata la tempestiva e massiccia icona delle vergine Maria. Ma se Dio avesse davvero disposto che una donna è più pura rimanendo vergine, perchè non ha fatto l'imene sotto le ascelle o permesso di partorire i figli da un altro sfintere, tipo anale o nasale? Una tale mentalità ritiene la natura imperfetta sporca e traumatizzante in essenza e partenza, nessuna madre non vergine può trovare in Maria Vergine un modello di purezza. Sono mentalità come queste che hanno traumatizzato per lunghi secoli la nostra cultura e la mentalità sociale di cui oggi siamo eredi e da cui dobbiamo pagare e subire gli effetti castranti.
VERGINITÀ, SE MI AMI SEI PRONTA .... ? DIMOSTRAMI CHE SEI MARUTA ?
Spesso però essendo immature tante ragazzine si lasciano coinvolgere da subdoli raggiri sentimentali, può essere sperimentato senza una vera disponibilità laddove il partner si ponga in una posizione ricattatoria (tipo: visto che siamo fidanzatini e mi ami perché non me la dai?). Non è infatti raro che vengano fatte pressioni alla ragazza dando all’esperienza il significato di una prova d’amore. Questo tipo di prove passano per altri comportamenti e non c’è un momento necessariamente giusto per avere il primo rapporto sessuale, come pure non c’è un’età particolarmente adeguata. Altri pur di sembrare maturi ed adulti credono che sia quello in modo di fare il salto di qualità, infatti spesso è tra i ragazzi che si prendono in giro perchè se vergini sono inesperti, tale pressione spinge tanto giovani a fingersi navigati quando in realtà sono vergini e se ne vergognano. Abbiate invece pazienza ed autostima, fatelo sicuro con semplicità e al momento opportuno senza forzature nè paure.
VERGINITÀ TRA CASTITÀ E CASTRAZIONE, TRA IMPOTENZA E REPRESSIONE O ASTINENZA
Noi siamo nati per amore e per amare (almeno questo si spera), il tutto attraverso il sesso, il dono di sé all'altro nel corpo. Il sesso è una parte essenziale della nostra vita. Chi non ha un'attività sessuale (tipo i consacrati alla religione) deve avere un altra dedizione minima PARI a quella sessuale, altrimenti il suo IO si fossilizza, donde le persone acide zitellone amare scontrose, perché senza una dedizione d'amore il io si ripiega su di sé e le nevrosi caratteriali emergono. Con questo non vuol dire che tutti quelli che si dedicano al signore, i consacrati alla castità siano veramente persone sante, lo si vede quanti frati e suore sono dei zitelloni amari e scontrosi. Molti pur senza il sesso hanno saputo scaricare questa forza in un altra dedizione come l'arte, la musica, la scienza (non per caso i più grandi geni della storia erano dei solitari). Non si può fare a meno del sesso, o lo si trasforma in passione per qualcos'altro o si diventa maniaci dipendenti da qualche vizio. La scelta assoluta alla verginità non è prevista nella nostra evoluzione o essenza naturale, ma chi la sceglie con consapevolezza ne sa trarre il suo frutto altrimenti ne diventa vittima della sua regressione inconscia.
VERGINITÀ MASCHILE
Ben abbiamo visto che la verginità è un tabù nato dentro una cornice maschilista imposto alla donna, nel medioevo le cinture di castità erano per le donne, oggi si vedono alcune per gli uomini ma sono per lo più esclusivamente fatte dentro i giochi sadomaso e di ruolo.
FINTO IMENE IN VENDITA
L’imene artificiale è una membrana gelatinosa che si colloca all’imboccatura della vulva. Va precisamente posizionata prima del rapporto completo, all’atto della penetrazione rilascia un liquido rosso in apparenza simile al sangue. E tale “sangue finto”, scorrendo nel momento del rapporto sessuale, lascia intendere che sia avvenuta la naturale rottura dell’imene. L’imene artificiale si usa con l’intento di “ricostruire” la perduta verginità. E l’effetto “donna illibata” sarebbe garantito! Non sarebbe più giusto rivendicare, invece, la propria libertà sessuale e temere il ricorso alla menzogna? ma in certe culture dove la donna non vergine rischia il rifiuto del marito e persino la lapidazione, sono questi rimedi ed inganni necessari per sopravvivere al maschilismo ottuso.
VERGINITÀ COME NASCONDIGLIO
Non dimentichiamo che nel medioevo le donne non avevano tante opportunità per essere indipendenti, tranne l'essere streghe puttane o monache. Molte sceglievano queste tre strade solo per essere se stesse e liberarsi dall'oppressione maschilista. Una volta molte erano le monache che entravano in convento perché costrette dai familiari. Ce n’erano alcune però che “sceglievano” la via del monastero come male minore. Il loro ragionamento a un dipresso doveva essere questo: “Se la do (la verginità) al marito, diventerò sua schiava e uno strumento per mettere al mondo pargoletti a suo piacimento; se la dedico al Signore (sempre la verginità) sarò sua devota serva, ma avrò la possibilità di studiare, di dedicarmi a ciò che mi piace, suonare, cantare, scrivere, leggere, pregare e pensare, fingere di pregare e pensare”. Fortunate, sempre che qualcuno non le denunciasse, altrimenti erano guai seri, le monache lesbiche, giacché non solo si sottraevano alla schiavitù resa ancora peggiore dalla loro omosessualità, ma avevano anche la possibilità di vivere meravigliosi segreti amori tra le mura del monastero. Splendida ineffabile libertà nella prigionia. Ancora più fortunate le monache lesbiche qualora, grazie alla loro intelligenza, giungessero a rendersi conto che come tutti gli amori, anche il loro era benedetto da Dio.
LO SAPEVATE CHE .... VERGINITÀ E TRADIZIONI
Un’altra usanza dell’Italia meridionale di pochi decenni fa, per dare una prova concreta della verginità della donna, era quella di esporre alla finestra le lenzuola che avevano ospitato i coniugi nella loro prima notte di nozze. Mettendo in bella vista le tracce di sangue dovute alla rottura dell’imene, infatti, si dimostrava che la sposa era effettivamente illibata. L'usanza aveva risvolti tragicomici quando le tracce di sangue, per varie ragioni, non c'erano: si suppliva allora con sangue animale.


























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